lunedì 26 novembre 2012

SI E...VINCE CULTURA terza lezione


LE CAMPAGNE MILITARI
terza lezione

PRIMA CAMPAGNA MILITARE
La prima campagna militare contro i liguri è dell'anno 187 a.c. Roma eleggie 2 consoli, Claudio Flaminio e Marco Emilio Lepido. La scelta di dividere l'eventuale onore della vittoria, non piacque ai 2 consoli. Per una questione di prestigio, cioè il dividere in 2 il trionfo (scelta dettata dalla vastità del territorio). TITO LIVIO  inizia la narrazione sulle operazioni di FLAMINIO  contro i liguri sulla montagna modenese. Flaminio li vinse e impose di consegnare le armi. I liguri lasciarono i villaggi e il console li seguì. Ma essi si lanciarono per sentieri impraticabili, fuggirono dove il nemico non potesse seguirli. In tal modo passarono al di là dell'appennino in territorio toscano. Poichè FLAMINIO aveva reso tranquilla la provincia, per non lasciare nell'inerzia i soldati, tracciò una via da Bologna ad Arezzo. TITO LIVIO, passa poi a raccontarci della condotta di guerra di EMILIO LEPIDO. Il console incendiò e devastò i campi,mentre i liguri(montani) occuparono i monti Ballista e Suismonzio. Quindi, assaliti quelli che erano sui monti, prima li stancò con piccole scaramuccie, infine, li costrinse a scendere in campo aperto e li vinse. "Tutti Emilio sottomise, li spogliò delle armi e fece voto di un tempio a Diana. Trascinò l'esercito in territorio di Piacenza e tracciò una via fino a Rimini."
La via Emilia, come sapete, ha preso il nome dal console Emilio Lepido. La vittoria sui liguri procurò al console, ideatore e costruttore, la gloria di dare il suo nome, dice TITO LIVIO, "a una delle più belle e ricche regioni della penisola.
 
SECONDA CAMPAGNA MILITARE  180 a.c.
Sette anni dopo. Roma dovette intervenire con un altra azione militare contro i liguri, che nel frattempo avevano occupato posizioni strategiche sull'appennino.
I liguri intuirono che in un intervento futuro, Roma li poteva assalire dalla valle della Magra, attraversando i passi esistenti e piombare sul versante emiliano. Bisognava dunque prevenire questo potenziale pericolo, era quindi indispensabile scegliere una posizione chiave e sistemare la difesa.
La posizione che faceva al caso esisteva : non poteva essere che un monte sul crinale. Era il monte Leto attiguo al Casarola e nelle vicinanze del passo del Cerreto. 
Occuparono poi nuovamente il Ballista, ignorando il Suismonzio(pietra) Erano stati eletti consoli nel 180 a.c. Aulo Postumio e Caio Calpurnio Pisone. Questi però non potevano dedicarsi subito a imprese militari, perchè occupati nella "primavera della leva" (addestramento). Poi la morte di Caio Pisone e i comizi del sostituto Quinto Fulvio Flacco ritardarono ogni cosa. Nel frattempo i consoli dell'anno prima (181) Cornelio Lentuco e Bebio Tanfilo,che durante il consolato non avevano compiuto nulla di importante, condussero l'esercito nel territorio dei liguri.Gli apuani non si aspettavano la guerra e presi alla sprovvista si arresero nel numero di 12000 (liguri apuani). I 2 consoli presero una decisione drastica: cioè di trasferire quegli uomini lontano dalle loro residenze, perchè non avessero a ritornarvi. Ordinarono ai liguri di scendere dai monti con figli e mogli e di raccogliere le loro cose. Poichè non avevano forze per combattere, obbedirono. Furono trasferiti a spese pubbliche circa 40,000 uomini liberi donne e ragazzi, nell'agro pubblico romano posto nel SANNIO. Venne assegnata loro una somma di denaro necessaria per il sostentamento. Ricondotto l'esercito a Roma, Cornelio e Bebio ottennero il trionfo. Fu questo il primo caso di trionfo senza avere combattuto.
Gli altri due consoli che erano destinati a combattere contro i liguri, sui monti Ballista e Ledo, ripresero una vecchia strategia, cioè attaccare il nemico su due fronti, costringendolo a dividere le sue forze.
Racconta TITO LIVIO che la prima e la terza legione assediò i due monti, bloccando  con presidi gli stretti passaggi e ogni forma di alimentazione necessaria. Il piano militare produsse i suoi effetti. I liguri montani(reggiani) rimasero intrappolati. Non potendo contare sull'aiuto degli apuani (deportati in 40.000) si arresero e furono deportati in 7000 oltre le coste del mare etrusco a Napoli, poi nel Sannio.
 
TERZA CAMPAGNA MILITARE  176 a.c.
In quell'anno erano consoli Claudio Pulcro e Tiberio Sempronio Gracco. Il primo condusse vittoriosamente la campagna in ISTRIA, il secondo combattè con successo in Sardegna. Durante i festeggiamenti dei trionfi una lettera informò il senato che i liguri tenevano conciliaboli di guerra. Questi (i liguri friniati) si erano spinti fin verso la pianura (sul fiume panaro) con l'intenzione di occupare Modena. Il console Claudio Pulcro prese la legione e giunse in loco. Nella battaglia a campo aperto furono uccisi 15.000 liguri, fatti 700 prigionieri. I liguri scampati alla strage si ritirarono sui monti.
Il console Claudio Pulcro illustrò al senato le imprese vittoriose (cosa rara, due vittorie nello stesso anno) e ottenne il trionfio.
I liguri saputo che l'esercito era già stato condotto a Roma, assieme alla legione distaccata a Pisa, liberati da ogni timore, formato in segretezza un'esercito, scesero dai  monti e dopo aver saccheggiato la campagna, con un improvviso attacco occuparono Modena. 
Due gli obiettivi dei liguri ottenuti a base dell'impresa : desiderio di rivincita dopo la sconfitta sul Panaro e fare bottino. Roma pensava che dopo averne deportato 47.000 nel Sannio non sarebbero stati in grado di riorganizzarsi. I liguri invece si rivelarono imprevedibili, tenacissimi  difensori della loro indipendenza e libertà.
 
TITO LIVIO annota che" i liguri hanno dato prova di grande mobilità, spostandosi da un versante all'altro dell'appennino, superando i valichi che conoscevano alla perfezione, incuranti delle fatiche e dei lunghi percorsi. Era per loro un costume di vita, un fatto normale, ordinario."
 
Saputosi a Roma dell'occupazione di Modena, il senato ordinò a Claudio Pulcro di tornare nella regione e riprendere la colonia. Diresse l'esercito verso Modena  e in tre giorni la riconquistò. Furono uccisi 8000 liguri.
Scrisse una lettera a Roma per gloriarsi del fatto che, grazie al suo valore nessun nemico rimaneva al di quà delle Alpi........Ma la pacificazione durò poco. Nel luglio del 176 giunse a Roma una lettera che diceva : I  LIGURI SI SONO NUOVAMENTE RIBELLATI, PRENDERE IMMEDIATI PROVVEDIMENTI.
Claudio Pulcro era pro console. Creò console Quinto Putilio Spurino, raccolse alla svelta  tutte le legioni, più un contingente a Parma e arrivò sull'appennino reggiano.
I liguri montani intanto avevano occupato i monti Leto e Ballista. Avevano la sensazione che si trattasse della lotta decisiva, e avevano cinto di un muro i due monti.
Il pro console iniziò un rastrtellamento nelle campagne uccidendo 1500 persone. I liguri per vendetta uccisero i prigionieri catturati a Modena con terribili smembramenti.
Quinto Putilio si diresse verso i monti, si accorse che i suoi soldati procedevano con insicurezza. Il console, allora,marciò alla testa dei reparti, non curandosi del pericolo. Così esposto e scoperto, TRAFITTO DA UN DARDO, cadde a terra. I legionari occultarono il cadavere, consci che da ciò dipendesse la vittoria. Infatti pur privi del comandante liberarono i due monti e uccisero 5000 liguri. Il senato ordinò che non si desse paga alla milizia; non si erano esposti per salvare il loro comandante. Dopo questo importante fatto d'arme non si ha più notizia di ostilità tra romani e liguri. Decimati dalle deportazioni e dalle uccisioni i liguri convissero con i romani, condividendone la sorte, sotto gli stessi ordinamenti di Roma. Fecero propria la lingua latina come testimonia il dialetto reggiano, nato  nel seno della lingua romana. In esso (nel dialetto) circolano ancora voci che costituiscono il lessico in uso fino ai nosri giorni.
 
" questi atti di ribellione avevano valore politico, in quanto significavano opposizione alla conquista romana. 
E' RIBELLE CHI, VINTO E SOGGIOGATO, RIFIUTA QUESTA CONDIZIONE E ATTACCA IL DETENTORE DEL POTERE." 
                                  tito livio
 

a cura di Solli Vincenzo

grazie ancora
partigiano reggiano

1 commento:

  1. grazie ancora Vince per il grande regalo che ci hai fatto.

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