Misuro la bontà altrui dagli scatti di ira, che evitano il fermento interiore di contraccolpi ben più drammatici E’ così veloce tenere lontano le persone, occorre unicamente smettere di restare loro vicino Quando sono spalancate, le porte lasciano un margine dietro cui c’è il rischio di nascondersi Solo un figlio ha il coraggio di affidarsi, verbo transitivo e intransitivo La pelle invecchia per dare alle nostre scelte il vantaggio di non desistere Nella nostra società chi può permetterselo sceglie di farsi legittimare dalle teorie piuttosto che mettersi di fronte ai problemi L’evoluzione non ha proprio niente del cambiamento: arriva quando il povero limite dell’infelice vaso concede solo un’alternativa netta tra la rottura e lo svuotamento Quel Dio che tutti sono può estrinsecarsi dove ognuno viene condotto prima per mano E’ gradevole smarrirsi nel panorama di un quadro, nella scenografia di una pellicola, nella storia di una musica Però le emozioni le ha usate l’autore, mentre lo spettacolo di vivere è senza replica Se la neve è comunque pioggia raffreddata, il nostro umore di esseri d’acqua prende l’influenza per incompatibili temperature altrui Potrò contare le stelle quando tutte saranno esplose e allora alzo lo sguardo finché c’è cielo Le impressioni provate non ti vedono solitario e dolente C’è ancora l’eco di avventure tracciate dagli uomini per andare oltre Confido nell’istinto di sopravvivenza degli esseri umani: una volta toccato il fondo torneranno visibili le fondamenta Sostituire le garanzie alla stima crea legami apparenti, in contesti che oltrepassano la frontiera dell'Uomo
E ti spogli danzando della tua eterna giovinezza , nel incessante volere essere belta' altrui la dove si muove sinuosa la tua scellerata bramosia di avide carezze umorali. Liquami son inerti esuli di vita passata , dove se pur si muove , incoerente ne diventa il canto . Sei femmina dal primo vagito in cui hai gridato al mondo la tua voglia di sibilarne l'assuefatta ed orgasmica voluttà. Serpe demoniaca e strisciante diventa la tua mente nel mentre del ventre tuo ...uomo Ricordarne l'armonico e bucolico venire riappare eco di una storia scritta per essere immortale fatta di falsi e immorali parallelismi di vita. Per essere te pagherei Oro ed anche forse mill'altri doni, ai tuoi piedi portati con feticistico gesto da nomadi illustri . La volta del cielo ti porta sempre in se, cartografica linea direzionale verso il profumo della seta che volge in te al centro del tuo ventre . Brindo a te giovane concubina bevendo dalla coppa delle feste... bevendo a fondo il siero della vita.
Deridi addosso a chi,non puoi fare a meno di averne paura ...sentendoti lontano da ogni estenuante gesto del volerne attrarre situazioni che ti possano far sentire salvo . È l'essere genio che spaventa chi per aridità del sentimento ne infrange il semplice Essere. Ascolta e fermati un attimo a sentire l'assordante rumore del silenzio . Guarda oltre le porte della percezione , guarda quello che il tuo cuore sa vedere con il proprio. Sincopato movimento biologico e perpetuo che genera il deformarsi facciale che tanto manca all'umanità ...il sorriso sulle bocche della Civiltà .
Il denaro è un porco rosso e bianco nero e un po’ marrone è un bel porco e chi lo tiene stretto ha un viso senza colore. Il denaro è un porco azzurro e bianco e non ha testa ma invidia e chi lo tiene stretto è un disgraziato né folle né pazzo né bello né brutto. (Il DEnaro) È sulla scia di queste parole che si coglie un’idea di resistenza umana, lontana dalle celebrazioni esteriorizzate, dalla resistenza di chi ha vinto, ma pregna invece della permanenza tutta interiore di una memoria da cui si origina la fonte stessa della poesia, anche quella così individuale, di Piero: Non riesco a dimenticare i seicentomila ragazzetti che trent’anni fa hanno dato la loro cultura e la loro vita per salvare me e la mia cultura. Non dimentico un ragazzetto di diciotto anni che allora si fece sgozzare da un soldato straniero per garantirmi un pezzo di terra su cui essere poeta. Io questo non posso dimenticarlo e sono infelice perché sono vivo e loro no, ma non faccio dei blues che cantano i morti, io canto delle persone che sono vive dentro di me, che mi porto dentro da trent’anni. Loro hanno salvato la mia terra e la mia cultura, mi hanno fatto conoscere la preghiera e grazie a loro oggi sono bello, bellissimo, il più bravo e non perdono.
Nessuna concessione al sentimentalismo, ne 'ad Uno sterile pessimismo, ma Uno sguardo vigile do Una Realtà descritta Più che raccontata. Una Visione amara di QUESTO mondo "Debole e vecchio", di QUESTO Secolo "osceno e pavido, grondante Sangue e vacuo di promesse", ma accorata e impegnata, con possi causa vie d'Uscita.
È sempre di più mi chiedo se uno come Vincent il Grande oggi avrebbe senso di esistere la dove tutto viene deflagrato da dei bianchi e neri che vanno al di la di ogni sogno su tela da lui creato . Algida ed Anemica celluloide fatta di frame emotivi e suadenti di afgani latori e saltimbanco che vogliono e credono di poterci disegnare il destino . Io preferisco soffermarmi nel recinto di quell'oblio che la tela oggi giorno ancora materica mi trasmuta in ben più sostanziose realtà fatte da egemoniche follie che risuonano di umana verità . Aborro l'inutilita' di certi esseri che di plastica fattezza e nefandi botulismi ritornano con spettrali e comici remake da rivista . Sono e resterò per sempre legato all'Energia dei Folli che fabbricano utopici sogni . Io re...Esisto quindi sono...